giovedì 20 gennaio 2011

Modena: la provincia del romanico

In tutta Europa tra l anno mille e il XII secolo si sviluppano
particolari manifestazioni artistiche che convenzionalmente vengono
chiamate romaniche . La ripresa economica, il ripopolamento,
l intensificarsi degli scambi commerciali e dei viaggi producono un
notevole fermento innovativo che coinvolge anche il campo artistico.
Rispetto all arte romana, a cui viene fatto chiaro riferimento e che
si presentava pi  omogenea, il romanico sviluppa aspetti diversi a
seconda delle regioni geografiche, rispecchiando le mutevoli situazioni
economiche e la realt  culturale delle singole citt . Il richiamarsi
al mondo romano, fondamento di tutto l Occidente, ispira
contemporaneamente molti artisti europei; per questo motivo non
si pu  ipotizzare una successione temporale per le varie scuole, ma
una crescita parallela, che ha generato molti centri di produzione
artistica.
La storia di Modena affonda le proprie radici in epoche molto
antiche, ma la presenza costante dal III secolo del Vescovo, che
riunisce non solo il potere religioso, ma anche politico e civile,
giustifica il ruolo fondamentale della citt  nell eterno contrasto tra
i vescovi filo imperiali da un lato e gli abati di Nonantola e i Canossa
legati al Papa dall altro.
Nel 1099 vengono gettate le fondamenta del Duomo, intorno
all altare di San Geminiano. Nel 1106, a testimonianza del
superamento di ogni contrasto, durante la consacrazione dell altare
e la traslazione delle spoglie del patrono nella nuova Cattedrale,
si inginocchiano insieme: il papa Pasquale II, Matilde di Canossa
e il vescovo Dodone, rappresentanti delle varie classi politiche e
sociali, insieme a tutto il popolo.
Modena comincia il suo percorso di provincia romanica
foto:

Abbazia di nonantola, portale dei seguaci wiligelmo, stipite sx, 

File:Abbazia di nonantola, portale di seguaci wiligelmo, stipite sx, formella 04 anselmo, fatto monaco, fonda nonantola.JPG

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